Il nuovo anno di Universitarian – In varietate concordia

c

Dopo una lunga pausa estiva, da oggi ripartono le pubblicazioni di Universitarian. Era necessario per me e i miei compagni di ventura un periodo di tempo per riordinare le idee sul progetto al fine di condividerne meglio i contenuti. Sull’onda del comune entusiasmo per la nostra nuova partenza, ho pensato di scrivere questo articolo per mettere in luce alcuni dei principi che legano i partecipanti di questa esperienza. Riprenderò il primo articolo di Universitarian – a cui rimando nel link in fondo – dove indicavo quelle che volevamo fossero le linee guida del nostro progetto.

Vorrei sviluppare questa nuova presentazione a partire da alcuni punti, che mi hanno particolarmente toccato, dell’enciclica Laudato sii di Papa Francesco (in particolare il par. 47). Questa mia scelta non deve generare pregiudizi in chi non abbraccia la fede cristiana. È proprio qui l’essenza di Universitarian: ogni piccola bellezza nasce da un incontro, una relazione personale con qualcuno o qualcosa. Secondo noi è  importante esplicitare la provenienza di ciascuno, culturale, religiosa o sociale, per cercare di rendere in misura discorsiva e dialogica la bellezza che si vive quotidianamente. Questa diversità è una ricchezza che non deve essere ignorata.

In tal senso bisogna intendere il motto di Universitarian: In varietate concordia. Non si tratta, infatti, di un plagio dell’“ei fu” Costituzione europea, bensì di una visione del mondo che vorrebbe promuovere come approccio l’armonizzazione della diversità: concordia non significa unire, ma rendere armonici, equilibrati, belli. Mentre l’unità è qualcosa che forza la diversità, il nostro modo di intendere la concordia si fonda sul rispettare le peculiarità di ognuno e consentirne la trasformazione, il cambiamento, l’abbandono e la riconferma.

Per tornare alla mia scelta dell’enciclica come punto di riferimento, la mia vita è attraversata dal Cattolicesimo, che è parte integrante della mia identità e di cui rendo partecipe chi mi sta intorno (per come lo vivo io, ovviamente). Proprio questo incoraggiamo a fare nel nostro progetto: tutti – ebrei, musulmani, atei e agnostici – possono condividere quello che hanno vissuto e, anche amando la diversità in cui non ci si riconosce, capire e riscoprire insieme i propri valori.

Universitarian è uno spazio on-line, una Mompracem digitale, come piace dire al mio amico e collega Angelo De Simone. Scrive Papa Francesco: le dinamiche dei media e del mondo digitale “quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità, di amare con generosità”. Vivere con sapienza, pensare in profondità e amare con generosità: mi sembrano così ben riassunti, qui i tre valori che vorremmo riuscissero a germogliare all’interno del progetto e, attraverso questo, venissero condivisi al di fuori, sul web. Sì, proprio sul web che, insieme ad altri media come la televisione – e ne parlo per esperienza personale – molto spesso atrofizzano queste tre capacità: basti pensare alla poca delicatezza di accostare notizie e post dolorosi e seri, per esempio la morte di migranti per mare, a quelle facete e superficiali, come le vacanze di Totti e consorte. Talvolta mi chiedo se si abbia il diritto di non sapere dell’esistenza di persone come Belen Rodriguez, o J-ax.

Un secondo passaggio: “I grandi sapienti del passato, in questo contesto, correrebbero il rischio di vedere soffocata la loro sapienza in mezzo al rumore dispersivo dell’informazione. Questo ci richiede uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità e non in un deterioramento della sua ricchezza più profonda”. Universitarian vorrebbe proprio essere un luogo in cui l’invadenza della rete e la sua onnipresenza siano un’occasione, per altro piccola, che possa essere utilizzata, apprezzata e magari amata, per una crescita condivisa, senza pretese, basata sul lavoro e la ricerca di chi vi scrive. Universitarian non vuole proporre valori sostanziali specifici, ma vorrebbe essere un laboratorio di valori che potremmo dire procedurali: dei principi di strutturazione del percorso e del contesto in cui innalzare la propria voce, mettendola in relazione ai diversi timbri degli altri, magari riuscendo a rendere il tutto un canto corale, sempre all’insegna dell’armonia. Personalmente, vorrei un web che promuova una ricchezza più profonda rispetto alla cronaca di una guerra da 1984 e una tempesta alienante di immagini da Fahrenheit 451: tutte cose che mi vogliono rendere un semplice bersaglio di fatuo intrattenimento passivo. L’informazione del basso ventre, del piacere della gola o del sesso, o del gioco, non può, a mio parere, completare l’essere umano. Ritengo, tuttavia, che molte siano le fonti autentiche di condivisione sana sul web, e vorrei con sincerità che Universitarian potesse essere annoverata fra queste.

“La vera sapienza, frutto della riflessione, del dialogo e dell’incontro generoso fra le persone, non si acquisisce con una mera accumulazione di dati che finisce per snaturare e confondere, in una specie di inquinamento mentale”. Ecco che tornano, qui, due elementi fondamentali di Universitarian: la dimensione riflessiva, dialogica e d’incontro generoso. Quello di Papa Francesco, per me, è una climax: è con la riflessione silenziosa e personale che si acquisisce un’identità diversa da quella che ha un animale; è con l’apertura al dialogo con gli altri, persone, luoghi e tempi, che ci si rende conto della propria parzialità e piccolezza; è con l’incontro generoso che si è disposti a mettere in comunione con tutto ciò la propria persona, per consentire l’altrui armonia e ricercare anche la propria. Ogni relazione autentica si dovrebbe basare su una componente di gratuità: anche il semplice acquisto del pane può averlo, se accompagnato da un sorriso vero. In Universitarian si vorrebbe proprio dedicare una piccola parte del proprio tempo e della propria vita gratuitamente. Un corollario di tutto ciò è il fatto che in Unversitarian non vorranno mai essere presenti pubblicità di sorta o scopo di lucro.

Infine, ecco un quarto passaggio: “Nello stesso tempo, le relazioni reali con gli altri con tutte le sfide che implicano, tendono ad essere sostituite da un tipo di comunicazione mediata da internet. Ciò permette di selezionare o eliminare le relazioni secondo il nostro arbitrio, e così si genera spesso un nuovo tipo di emozioni artificiali, che hanno a che vedere più con dispositivi e schermi che con persone e la natura. I mezzi attuali permettono che comunichiamo fra noi e che condividiamo conoscenze e affetti. Tuttavia, a volte anche ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento”. Universitarian è un progetto on-line, ma vorrebbe basarsi su rapporti personali. Ritengo che la rete sia bella quando è un prolungamento di ciò che non si può vivere di persona, non quando ne è una sostituzione: di fronte a un’umanità in movimento (noi in Italia conosciamo bene il fenomeno dei giovani che per trovare lavoro vanno all’estero), risulta difficile continuare a vivere la vita con i propri amici e chi si ama. Un tempo, la distanza era impossibile da superare, e forse più rare erano le separazioni. Personalmente, per quanto mi renda conto di non essere esente da questo tipo di trappole, non voglio vivere “emozioni artificiali”, ma sentire, per quanto possibile, “il tremore, l’angoscia e la gioia” delle persone con cui ho vissuto.

Arnaldo Mitola

Un ringraziamento a Matteo Susini

Con amicizia letto da Fedeica Avagnano, Samuele Crosetti, Angelo De Simone, Tamar Levi e Beniamino Peruzzi

Bibliografia

Francesco (2015). Laudato sii: Caritas Ambrosiana (Internet). Disponibile all’indirizzo: http://www.caritasambrosiana.it/Public/userfiles/files/Laudato%20Si’_italiano.pdf. Ultimo accesso 23 settembre 2015.

Mitola A. (2014). “Che orizzonte si vede dall’alto della barricata” – Riforma culturale verso un “parlamento dell’intelligenza”: Universitarian (Internet). Disponibile all’indirizzo: https://universitarianweb.com/2014/02/24/che-orizzonte-si-vede-dallalto-della-barricata-riforma-culturale-verso-un-parlamento-dellintelligenza/. Ultimo accesso 23 settembre 2015.

Immagini

http://barbarainwonderlart.com/2013/03/29/la-citta-ideale-fra-utopia-e-realta-lesempio-di-pienza/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...