Mне Hравится – Mi piace – di Marina I. Cvetaeva

la-passeggiata-al-chiaro-di-luna

Mарина Цветаева (Marina Cvetaeva) – мне нравится

Samuele Crosetti – Mi piace

* * *

Мне нравится, что вы больны не мной,

Mi piace che da me non siate vinto[1]

Мне нравится, что я больна не вами,

Mi piace, che da voi non io sia vinta

Что никогда тяжелый шар земной

che greve il globo ai piedi nostri cinto

Не уплывет под нашими ногами.

giammai traballi dando bieca spinta[2].

Мне нравится, что можно быть смешной –

Mi piace poter essere brillanti

Распущенной – и не играть словами,

schietti – e non giocar con le parole

И не краснеть удушливой волной,

e non arrossire d’onde divampanti

Слегка соприкоснувшись рукавами.

sfiorando con le maniche le stole[3]

* * *

Мне нравится еще, что вы при мне

Mi piace ancor ch’innanzi a me [per gioco]

Спокойно обнимаете другую,

voi quietamente un’altra riabbracciate,

Не прочите мне в адовом огне

che di bruciar nell’infernale fuoco

Гореть за то, что я не вас целую.

se non vi bacio, non me l’augurate.

Что имя нежное мое, мой нежный, не

E che il mio dolce nome, o mia dolcezza

Упоминаете ни днем, ни ночью – всуе

Né ‘l giorno e né la notte dite invano;

Что никогда в церковной тишине

che d’una chiesa mai fra la mutezza

Не пропоют над нами: аллилуйя!

diranno «urrà» [col riso nella mano].

* * *

Спасибо вам и сердцем и рукой

Grazie di cuore e pure d’abbraccio[4]

За то, что вы меня – не зная сами! –

perché pur senza saperlo mi amate:

Так любите: за мой ночной покой,

per questa quiete notturna [di ghiaccio]

За редкость встреч закатными часами,

pei pochi incontri al tramonto [d’estate]

За наши не-гулянья под луной,

per le non-passeggiate al chiar di Luna

За солнце, не у нас над головами,-

e per il Sol che per noi non risplende

За то, что вы больны – увы! – не мной,

perché di me – aimè! – non siete vinto

За то, что я больна – увы! – не вами!

perché di voi – aimè! – io non son vinta.

Samuele Crosetti

Con amicizia letto da Francesca Bertelli e Arnaldo Mitola

[1] Si è preferito optare per “vinto”, in luogo di “malato”, poiché è più comune nella lirica patria. Inoltre vinto può essere in maniera ambivalente anche la contrazione di “avvinto”.

[2] Ad una stretta aderenza lessicale si predilige in chiave poetica la conservazione della rima e ove possibile dell’endecasillabo a maiore, altrimenti trasformato in endecasillabo a minore.

[3] In questo caso sta per “abiti”. All’epoca in cui la poetessa viveva il termine stola, oltre all’abito religioso, indicava anche un particolare tipo di sciarpa.

[4] «Спасибо вам и сердцем и рукой» è una licenza poetica creata al posto di «спасибо от всего сердча; жму руку», che letteralmente significa «grazie di cuore; una stretta di mano». Si è quindi pensato di adoperare una licenza simile costruita sulla nostra espressione «grazie di cuore; un abbraccio».

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