Modernità e Conquista – Il made in Great Britain, due secoli e due mostre

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Al netto di proverbiali ritardi romani, da Palazzo Sciarra (Via del Corso) al chiostro del Bramante (Piazza Navona pressi) occorre diciamo un quarto d’ora. Addentrandosi, dalla regolarità di strade sabaude, per gomitoli di stradelle più e più papaline o neroniane, ripercorriamo un abbondante secolo inglese di prima mano. Pochi passi per rimbalzare dal ritratto di Reynolds alla classicità onirica di Alma-Tadema, attraversando tra gli altri Gainsborough, Fuessli, Turner, Constable, Leghiton, Millais, Rossetti: i big che vedranno nascita e primo decadentismo di un Impero, sotto lo scettro di otto re, tre dinastie. Due mostre di puro concentrato britannico insomma, al quale queste tavolozze de rang contribuiranno tanto per formazione quanto per diffusione.

La figura, il paesaggio, la visione, l’incubo, movimento, nuvole, il mito del rinascimento, dell’antichità, il salotto buono e la strada. Tutto qui si mette in ordine in un gioco di chiamate e risposte, echi della Storia dove ogni voce è un ingranaggio che dà moto ad altri. Tuttavia, ricordando un noto antropologo dell’Arte, nessun artista sa di esser quello che la critica gli etichetta. Il barocco Bernini sapeva di essere barocco? Un rinascimentale sa di aprire la strada ad un manierista? Ben detto. La visione per cui a qualcosa debba seguire altro di contiguo, è riduttiva dunque. Vediamo allora la nostra promenade fra tele ed incisioni come un verziere, dove sementi chiamano sementi, e nascono fiori diversi; figli dei primi, pure ognuno degno di sé in quanto tale. Tutto si trasforma su un’unica linea del tempo, però il giardino è vasto.

Così, vasta è la provenienza di stimoli che anima le due esposizioni; un unico percorso complessivo fatto di più viottoli ora paralleli, ora intrecciati o concatenati. Siamo a Roma dopotutto, prima o poi fra vicoli del rione Ponte o di qualche parco principesco, questa storia la si intende.

Ecco una città. Punto di partenza non può essere che Londra, dove già a fine Settecento si guarda il mondo dall’alto. Una serie di vedute ricostruisce il brulicare delle vie e dei cantieri, trampolino di lancio verso gli oceani della conquista. Ma presto dal fervore delle attività sotto la luce del sole passiamo a quello delle idee, delle case; del lume di candela. Allora sarà notevole Fuessli, nella testa del quale realtà e fantastico, paura e dolcezza sono separate da un chiarore filiforme; se qua assistiamo i primi vagiti del romanticismo, nei panni al vento di Leighton ed Alma-Tadema ritroveremo le medesime volute del sogno. Apollineo e dionisiaco che si fanno la lotta. Incredibile pensare come non più in là della generazione avanti il pre-romantico profeta, l’augustea borghesia rampante ben poco facesse trasparire. Il che poi non è vero se si alza il naso al cielo: le nuvole di Sua Maestà Britannica sono sempre romantiche.

Proseguiamo nelle opere e nei giorni: serenità e inquietudine dell’adolescenza imperiale lasciano spazio all’atmosfera diafana di un dominio realizzato. La cultura vittoriana riscopre la bellezza di ciò che dovrebbe essere perché tutto sia perfetto; i mari sono calmi, il passato rassicurante. Ma gli archetipi guardano non più solo alla forza romana o alla filosofia greca: l’eleganza italiana di Quattro-Cinquecento, forse per la prima volta dal rinascimento stesso, si fa strada anche oltremanica. Così in questo flusso di rivi, ora affluenti ora più o meno autonomi, si insinua il garbo sovversivo dei preraffaeliti. Nobildonne celtiche si prestano ad una soffusa prima rinascenza umanistica, all’insegna di una riscoperta preferenza della modella alla matrona ritratta. Qui sicura austerità, lì chiarezza malinconica.
Sulla stessa scia, il soggetto sembra mutare in pretesto decorativo: il paesaggio in certi casi diviene una carta da parati in senso proprio, e nell’interno trionfa la modanatura.
L’età vittoriana è lunga e prolifica, una via di perfezione ben lungi dall’ipocrisia per cui è nota ai più. Basta una carezza del Paradiso terrestre di Alma-Tadema per sigillarne l’umana autenticità. Il contrasto tra l’indolenza estetizzante di sete, di profumi sparsi ed il bacio materno, famigliare, si risolve nell’innocente divertimento del bimbo, pure figlio di un’epoca come chiunque.

Guai però a porre dighe all’inarrestabile flusso romantico: si parlerà sempre di nuvole, ma d’amore, prodigio, pensiero. Si parla d’oriente, fra una conturbante Suonatrice di saz, ed un Mare incantato che modula dalle Mille e una notte.

Non ultimo per anagrafe, ma per massima esplosione di elementi, Le rose di Eliogabalo. Qui tutto è luce e fragranza, e persino nella sala si spande un effluvio di rose sempre caro. Il rimirante è inondato da un mare di petali, che raccontano di un Imperatore antico e di un Impero nuovo, dell’estetismo e decadenza di ogni età. Ognuno si identifichi nel personaggio che vuole; noi saremo uno di quei volti, di quelle mani leggere che si trastullano nella sorpresa aleggiante dal soffitto celeste.

Partimmo navigando sulle sponde del Tamigi; siamo giunti navigando, o naufragando, in ben altre acque, che forse però abitano il cielo, l’idea, il fantastico. Dalla costruzione del dominio di una società, alla ricostruzione venata di decadenza della società nel dominio. Come nella Storia vera di Luciano, la nostra imbarcazione volerà per molti lidi: baciati, nel filo armonico di queste due esposizioni, dal flutto della grandezza britannica.

Ferruccio Botto

Riferimenti

https://www.google.it/search?newwindow=1&biw=1366&bih=599&tbm=isch&sa=1&q=canaletto+The+City+Seen+Through+an+Arch+of+Westminster+Bridge&oq=canaletto+The+City+Seen+Through+an+Arch+of+Westminster+Bridge&gs_l=img.3…14764.14764.0.15329.1.1.0.0.0.0.190.190.0j1.1.0….0…1c.1.42.img..1.0.0.sMBsdOVta_A#facrc=_&imgdii=_&imgrc=ZJb4yFUHsl56BM%253A%3BDpUe-I-t5y957M%3Bhttps%253A%252F%252Fwww.copia-di-arte.com%252Fkunst%252Fcanaletto_eigentl_giovanni_an%252Fthm_bal72341.jpg%3Bhttps%253A%252F%252Fwww.copia-di-arte.com%252Fa%252Fcanal-detto-canaletto.html%2526pgn_page%253D2%2526INCLUDE%253DLIST%2526pgn_items%253D50%3B282%3B169

 

Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità

15 Aprile – 20 Luglio 2014, Palazzo Sciarra, Roma.

http://www.pitturaingleseroma.it/

 

Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese, collezione Pérez Simòn

16 Febbraio – 5 Giugno 2014, Chiostro del Bramante, Roma.

http://chiostrodelbramante.it/info/alma_tadema_e_i_pittori_dell_800_inglese_collezione_perez_simon/#75u0QZqPGVCAlHKX.99Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto, The City of London through the arches of Westminster bridge, 1747;

 

Joshua Reynolds, Lady Bampfylde, 1776;

Thomas Gainsborough, Coppia in un paesaggio, 1753;

William Hogarth, Ritratto di gruppo con Lord John Hervey, circa 1738-1740;

Johann Heinrich Füssli, La visione della regina Caterina, 1781-1783;

Johann Heinrich Füssli, Titania e Bottom, circa 1790;

Joshua Reynolds, L’attore Garrick con la moglie Eva Maria Violette, 1772-1773;

John Constable, Il canale presso il mulino, 1810-1814;

Joseph Mallord, William Turner, Paesaggio a Nepi, Lazio, con acquedotto e cascata, 1828;

Joseph Mallord William Turner, Ulisse schernisce Polifemo, 1829;

John Constable, La cattedrale di Salisbury, 1829-1831;

 

Lawrence Alma-Tadema, Esedra, 1871;

Lawrence Alma-Tadema, Una domanda, 1877;

Lawrence Alma-Tadema, Le rose di Eliogabalo, 1888;

Lawrence Alma-Tadema, Paradiso terrestre, 1891;

Edward Coley Burne-Jones, Pigmalione. I desideri del cuore, 1871;

Edward Coley Burne-Jones, Ritratto di Bessie Keene, studio per Vespertina Quies, c.1893;

John William Godward, Bellezza classica, 1908;

John William Godward, La lontananza avvicina i cuori, 1912;

Frederick Goodall, Mosè salvato dalle acque, 1885;

Arthur Hughes, Una nuvola passeggera, c. 1895-1908;

Frederic Leighton, L’isola di Rodi, veduta di una baia, 1867;

Frederic Leighton, Fanciulle greche raccolgono ciottoli sulla riva del mare, 1871;

Henry Arthur Payne, Il mare incantato, c. 1899;

Dante Gabriel Rossetti, Venus Verticordia, 1867-1868;

John Melhuish Strudwick, Canzone senza parole, 1875;

John Melhuish Strudwick, Il bel tempo andato, c.1907;

William Clarke Wontner, La suonatrice di saz, 1903;

Ph. Daverio, interventi varî;

 Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese, collezione Pérez Simòn, catalogo;

 

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